Zootecnia di precisione: quali informazioni può fornirci?



La zootecnia di precisione è sempre più presente nel settore di ricerca e produzione, e grazie agli strumenti che mette al servizio di allevatori e aziende permette di proiettare questa categoria verso il futuro. Vediamo quindi quali sono i benefici, i dati e le informazioni che possono fornire.



La zootecnia di precisione permette innanzitutto di monitorare costantemente gli animale grazie ai sensori, e grazie a questi permette di ricevere un'enorme quantità di dati utili per la gestione dell'allevamento. Questi dati possono essere inoltre potenzialmente utilizzabili anche nei programmi di miglioramento genetico delle specie. Vediamo quindi alcuni dati essenziali per allevatori e aziende che vogliono misurare il benessere del proprio bestiame: tempo di ruminazione e qualità del latte. Perché partire da qui? E come questi due aspetti sono interconnessi?


Forse non tutti sono a conoscenza dell'importanza della misurazione del tempo di ruminazione giornaliero (RT) per gli animali d'allevamento. Registrato da sistemi da tempo presenti in commercio, il tempo di ruminazione è particolarmente promettente perché associato alla risposta in produzione e alla composizione del latte delle bovine in lattazione. Quest'ultimo dato è essenziale per comprendere meglio la qualità del latte da introdurre successivamente in commercio, e se l'intervento nell'ambito del monitoraggio permette il miglioramento del prodotto finale, qui i dati parlano chiaro.



Il recente articolo pubblicato dal Centro di ricerca Zootecnia e Acquacoltura del CREA sulla rivista Animals offre qualche spunto utile per approfondire la tematica: i dati raccolti sui tempi di ruminazione insieme ai dati delle analisi del latte, registrati per tredici mesi su 691 bovine in lattazione appartenenti a tre allevamenti hanno permesso sia di evidenziare un elevato contributo della componente individuale dell’animale alla variabilità totale, sia che gli animali ad alta ruminazione mostrano le migliori prestazioni produttive, nonostante una lieve riduzione nel contenuto percentuale di grasso e proteina, ma una maggiore produzione giornaliera di questi componenti.



Qui gli articoli completi da consultare:


“Unraveling the Relationship between Milk Yield and Quality at the Test Day with Rumination Time Recorded by a PLF Technology” (https://doi.org/10.3390/ani11061583);


“PLF4Milk Tecnologie digitali nella filiera del latte bovino e bufalino” (MiPAAF, D.M. 36507/7305/2018 del 20/12/2018, progetto AgriDigit);


Nuovi fenotipi in bovini da latte tramite zootecnia di precisione” (Regione Lombardia, POR FESR 2014–2020, Innovazione e Competitività).




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