Carne artificiale o in provetta: miti e leggende che è ora di sfatare!



Le fake news sulla carne sono dure a morire, ed ecco che appena ne scompare una, l'altra è pronta dietro l'angolo. L'ultima del momento è relativa alla carne artificiale (o in provetta) che pare sia pronta a sostituire quella reale sulle nostre tavole. Vediamo quindi perché queste previsioni siano tutt'altro che vere!


Si moltiplicano le notizie che annunciano l’ingresso della carne artificiale (o carne in provetta) sulle nostre tavole. Perfino illustri miliardari auspicano che le nazioni più ricche sostituiscano al più presto la carne naturale con quella artificiale, nel nome della salute dell’uomo e del pianeta e per il benessere degli animali.



In realtà sono ancora molti gli aspetti oscuri o per nulla rassicuranti rispetto ai sistemi di produzione attualmente utilizzati per la produzione di carne artificiale. Innanzitutto, se smettessimo di allevare bovini per la produzione di carne, la popolazione mondiale di questi animali si ridurrebbe considerevolmente, non certo una buona notizia per la specie interessata e nemmeno per tutte quelle popolazioni rurali e quei territori per i quali l’allevamento bovino è parte integrante della propria storia, delle proprie tradizioni, della propria cultura e talvolta anche del proprio sostentamento.



Quale sarebbe la sostenibilità sociale della carne artificiale nel momento in cui generasse la scomparsa di tradizioni, di comunità rurali e di interi paesaggi che connotano i nostri territori?

Il processo di produzione della carne artificiale, inoltre, si basa sull’uso di medium di cultura ottenuti da siero di feto bovino, un materiale molto costoso e per nulla in linea con le convinzioni etiche delle stesse persone che, non mangiando carne naturale, auspicano che si passi presto al consumo di carne artificiale. Pare che presto questo aspetto possa essere tecnicamente risolto sostituendo il siero di feto bovino con altri medium meno costosi ed eticamente più sostenibili, ma al momento non è ancora certo.


In ogni caso, qualunque sia il medium, per far crescere le cellule ci vogliono ormoni e fattori di crescita in grandi quantità, sostanze non ammesse nell’allevamento degli animali, ma evidentemente indispensabili per la carne artificiale. Nulla ancora si sa sui potenziali effetti sulla salute umana di queste sostanze una volta immesse nel sistema di produzione di un alimento di largo consumo.



Sempre per garantire che non si realizzino contaminazioni nelle colture cellulari, è necessario l’uso di sostanze antibiotiche, le stesse che stiamo cercando di eliminare o ridurre fortemente negli allevamenti naturali, in nome della giusta campagna contro l’antibiotico resistenza. Naturalmente il prodotto che si riesce ad ottenere, ottenuto grazie un largo ricorso alla chimica, nulla ha a che vedere con la varietà di aromi, sapori e sensazioni che sprigionano i vari tagli di carne che si possono ottenere con l’allevamento animale.


Anche da un punto di vista nutrizionale, la bio-disponibilità di ferro sembra assai più limitata e manca l’apporto di vitamina B12, uno dei nutrienti chiave della carne naturale e che ne rendono indispensabile il consumo per una dieta equilibrata.



In definitiva, malgrado i proclami sui mass media si moltiplichino e malgrado sia stato recentemente annunciato con grande clamore l’inserimento della prima carne artificiale nel menu di un ristorante a Singapore, i dati attualmente disponibili indicano che la transizione verso il consumo della carne artificiale sia sicuramente conveniente per le numerose start-up, che crescono costantemente, e i relativi finanziatori, molto meno per la popolazione mondiale.







Per approfondire ancora l'argomento, qui un interessante paper da consultare:

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnut.2020.00007/full


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