Camelina sativa: una materia prima alimentare sostenibile per l’avicoltura


Torniamo sul tema della ricerca delle fonti proteiche alternative da utilizzare in zootecnia che possano rivelarsi un'ottima alternative a quelle presenti sul mercato, contribuendo così alla riduzione dell'impatto ambientale delle produzioni animali. Un nuovo progetto seguito direttamente dalla Commissione ASPA sull'"Uso di Fonti Proteiche Alternative nell'Alimentazione Animale" vuole valorizzare le qualità della Camelina Sativa e scoprire i suoi utilizzi in ambito zootecnico. Vediamolo nel dettaglio.


Alcuni componenti della Commissione ASPA per l’utilizzo di fonti proteiche innovative nell'alimentazione animale sono impegnati nel Progetto ARGENTO di rilevante interesse nazionale (PRIN) finalizzato alla valutazione, con un approccio multidisciplinare, degli effetti della gestione agronomica in diverse condizioni ambientali sulla qualità finale del seme di diverse linee di Camelina sativa al fine di ottimizzarne i tratti qualitativi. Il fine ultimo è quello di sfruttare olio e panello per l’alimentazione avicola (quaglie da carne e ovaiole).


Ma cos’è Camelina e perché è una coltura interessante?

Camelina sativa è una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, conosciuta anche come dorella, gialdina, sommensina, o miagro. Essa è una antica specie originaria dell’Asia Centrale e della regione Mediterranea, utilizzata dall’uomo già nell’età del Bronzo.


Tuttavia, la sua coltivazione ed utilizzo sono progressivamente state abbandonate in favore di altre specie. Negli ultimi anni Camelina è tornata sotto i riflettori grazie alla impellente necessità di individuare colture nazionali a basso impatto ambientale, e alternative alle colture tradizionali, da impiegare in zootecnia.


Tra le caratteristiche che rendono questa oleaginosa un candidato particolarmente interessante vi sono una considerevole resistenza agli stress abiotici (siccità, salinità, gelo e caldo eccessivo), la possibilità di essere utilizzata per il controllo delle infestanti, la particolare resistenza a malattie, il miglioramento del suolo attraverso l'inserimento in sistemi di coltivazione basati sulla produzione di cereali (rotazione colturale).


Dal punto di vista nutrizionale, inoltre, essa è particolarmente interessante in quanto ricca di acidi grassi omega-3.

Maggiori informazioni circa il progetto ARGENTO possono essere consultate sul sito di riferimento: https://site.unibo.it/progetto-argento/it

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