Composizione macro e micro-minerale del latte: un approfondimento sulle vacche di razza Holstein



La ricerca non si ferma, soprattutto quando si parla di alimentazione per gli animali da pascolo. Recenti studi si sono concentrati sulla composizione macro e micro-minerale del latte di vacche di razza pura Holstein e quattro generazioni di meticce ottenute dall’incrocio a tre vie a rotazione utilizzando tori Viking Red, Montbeliarde e Holstein. I risultati rappresentano un importante passo avanti per una migliore comprensione della composizione del latte che avrà successivamente un impatto sul consumatore finale. Vediamo perché nel dettaglio.


Il latte e i suoi derivati, quindi i prodotti caseari, sono fonti importanti di minerali per l'alimentazione umana (Zamberlin et al., 2012). Inoltre, i minerali sono coinvolti nel processo di caseificazione e assumono un ruolo cruciale nella produzione del formaggio. Il contenuto minerale del latte dipende sia da fattori ambientali e gestionali (ad es. la composizione della razione, tecniche di alimentazione, tipo di allevamento), sia da aspetti legati all’animale, come la razza.


Uno studio recente condotto da Stocco et al. (2019) ha dimostrato infatti che il contenuto di minerali - essenziali e non - nel latte è fortemente influenzato dalla razza. In altri studi sono stati confrontati profili minerali di latte proveniente da vacche di razza diversa, ma raramente vacche meticce ottenute da schemi di incrocio sono state prese in considerazione. L’interesse per l’utilizzo di questi schemi è in crescita: recenti studi hanno infatti dimostrato che vacche meticce sono più fertili, più longeve e con uno stato di salute migliore.


Sebbene la produzione di latte sia comparabile con quella di vacche pure Holstein, il tenore di grasso e proteina del latte è risultato talvolta maggiore nelle meticce, il cui latte ha dimostrato anche di avere una buona propensione alla caseificazione (Saha et al., 2020).


Lo studio in disamina ha preso in considerazione 40 vacche di razza pura Holstein e 80 meticce derivanti da 4 generazioni di un programma di incrocio a tre vie, commercializzato come ProCross, in cui a rotazione si utilizza seme di razza Viking Red, Montebeliarde e Holstein. Le vacche appartenevano alla stessa azienda, situata nel Nord Italia, impegnata nella produzione di formaggio a Denominazione di Origine Protetta (DOP) Parmigiano Reggiano.


Il latte delle 120 vacche in esame è stato campionato e poi analizzato per determinarne la composizione minerale. Sono stati individuati, e analizzati tramite analisi statistica, 6 macro-minerali (Na, Mg, P, S, K, Ca), 6 micro-minerali essenziali (Cr, Mn, Fe, Cu, Zn, Mo) e 3 micro-minerali ambientali (Li, B, Ba). Le differenze tra Holstein e meticce non sono mai risultate significative, ad eccezione di due micro-minerali (Mn e Ba).


D’altra parte invece, sono state rilevate importanti differenze tra le diverse generazioni di meticce. Tale studio rivela che i profili minerali del latte di vacche pure Holstein e meticce allevate nella stessa azienda sono comparabili, mentre le differenze tra meticce ottenute da diverse combinazioni delle razze Viking Red, Montbeliarde e Holstein all’interno dello stesso programma di incrocio a rotazione a tre vie, sono fortemente accentuate dalla combinazione della razza.


Il profilo minerale ha un ruolo importante nelle proprietà nutritive e tecnologiche del latte, tuttavia l’effetto che le tecniche di incrocio hanno sulla composizione minerale è ancora pressoché sconosciuto: ulteriori studi potranno fare luce su questa tematica, e fornire agli allevatori gli strumenti adeguati per una gestione migliore della loro attività.


 

La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico pubblicato sull’ Italian Journal of Animal Science dove è riportata tutta la letteratura citata: “Macro- and micromineral composition of milk from purebred Holsteins and four generations of three-breed rotational crossbred cows from Viking Red, Montbéliarde and Holstein sires” (2020) di S. Saha, M. Piazza, G. Bittante and L. Gallo.

Articolo a cura di Sara Pegolo


Fonti:

https://doi.org/10.1080/1828051X.2021.1890646

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