Sostenibilità Ambientale dei sistemi di allevamento: siamo sulla strada giusta per ridurne l'impatto


Quando parliamo di Sostenibilità Ambientale e allevamenti dobbiamo tenere sotto mano i dati. Solo questi infatti ci permettono di analizzare la situazione e formulare delle ipotesi per il futuro. Inoltre, considerare il tema da un punto di vista più generale e non specifico del caso, in modo tale da poter far comunicare i diversi ambiti del settore e creare una strategia olistica. Vediamo perché.


La Farm to Fork strategy, componente essenziale del EU Green Deal, Mira a promuovere la transizione verso un “sistema alimentare” europeo sostenibile. In questa prospettiva, il settore delle produzioni animali dovrà ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra e altri nutrienti, e nello stesso tempo contribuire alla conservazione della biodiversità e della multifunzionalità degli agro-ecosistemi.


Sarà per questo necessario affrontare il tema della sostenibilità ambientale degli allevamenti in maniera olistica, considerandone non solo gli impatti ma anche gli effetti positivi che sono associati alla grande varietà di sistemi zootecnici che caratterizza il nostro Paese, al fine di massimizzare le sinergie e minimizzare i conflitti fra i vari impatti e benefici, che sono spesso anche specifici dei diversi contesti ambientali e socio-economici.


A questo fine, sarà necessario migliorare, non solo ai fini della ricerca ma anche a quelli applicativi, i metodi di valutazione dell’impronta ambientale basati sul Life Cycle Assessment, che sono divenuti ormai i metodi di riferimento per le valutazioni degli impatti. Essi necessitano però di essere migliorati e standardizzati per tener conto del sequestro/perdita di carbonio nei suoli in relazione alle pratiche di coltivazione, per differenziare meglio fra consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili, per distinguere fra impatti a scala locale e globale, e sul clima o sui diversi ecosistemi terrestri e acquatici.


Inoltre, finora questi approcci non consentono di stimare compiutamente gli impatti sulla biodiversità naturale, e di tenere conto della multifunzionalità’ di quei sistemi di allevamento che, oltre a produrre alimenti per l’uomo, con le loro pratiche di gestione di agro-ecosistemi di alto valore naturalistico e culturale forniscono benefici pubblici alla società.


Questa visione globale è particolarmente importante nel momento in cui l’UE intende promuovere iniziative di Carbon farming (pagamenti per la riduzione delle emissioni di gas serra) e di etichettatura degli alimenti per la loro sostenibilita’ ambientale, che se fossero troppo semplificate e non in grado di cogliere la complessità dei sistemi di produzione rischierebbero di migliorare alcuni impatti ma peggiorarne altri, o di favorire alcuni sistemi a scapito di altri.


Inoltre, in vista della revisione della PAC, poter identificare e misurare correttamente non solo gli impatti ma anche i benefici associati ai sistemi zootecnici è fondamentale per individuare misure e azioni realmente efficaci. I ricercatori del settore delle produzioni animali sono quindi chiamati a svolgere un ruolo chiave nell’approccio interdisciplinare che sarà necessario per guidare e sostenere la transizione verso sistemi di allevamento sostenibili.



 

Fonte:

Maurizio Ramanzin

Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE), University of Padova, Padova, Italy


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