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Stress da caldo: migliorare la salute e il benessere animale con l'integrazione alimentare di nanoparticelle di acido carnosico-chitosano (CA-CNP)


La crescente esposizione dei conigli a temperature elevate rende lo stress da calore una sfida sempre più critica per benessere e produttività. Per questo la ricerca sta esplorando soluzioni nutrizionali innovative capaci di migliorare la resilienza degli animali. Tra le strategie più promettenti emergono gli additivi fitogenici e le nuove tecnologie di somministrazione. Di seguito l'approfondimento.


La carne di coniglio è apprezzata in tutto il mondo per il suo eccellente profilo nutrizionale, caratterizzato da bassi livelli di colesterolo e da un elevato contenuto proteico. L'intensificazione globale della produzione zootecnica ha coinciso con l'aumento delle temperature ambientali, rendendo lo stress da calore (HS) un fattore predominante che compromette la produttività del bestiame e del pollame, con i conigli particolarmente vulnerabili. Negli animali omeotermici, lo stress da calore si sviluppa quando il tasso di produzione di calore interno supera la capacità di dissipazione efficace del calore.

Nelle regioni aride e semi-aride come l'Egitto, i conigli sono spesso esposti a temperature ambientali elevate al di sopra della loro zona termoneutrale, il che induce alterazioni dannose dello stato di salute, del metabolismo e della produttività. Lo stress da calore è stato associato a un aumento del tasso di mortalità del 9%-12%, a un calo del 20%-25% dell'incremento ponderale giornaliero medio e a una riduzione dell'8%-15% dell'efficienza di conversione alimentare, oltre che a impatti negativi sulla composizione della carcassa e sulla qualità della carne.


Sono stati testati numerosi approcci per contrastare i suoi effetti dannosi, tra cui la modulazione alimentare si è distinta come strategia fattibile e rispettosa dell'ambiente. Tra i vari approcci di mitigazione, gli additivi alimentari fitogenici si sono rivelati agenti efficaci per migliorare la resilienza termica nei conigli, principalmente modulando lo stato ossidativo, le risposte infiammatorie e i processi metabolici.

L'acido carnosico (C₂₀H₂₈O₄, CA) è un terpenoide fenolico ampiamente diffuso in piante quali la salvia e il rosmarino. Nel bestiame e nel pollame, è stato dimostrato che il CA potenzia la capacità antiossidante regolando i sistemi antiossidanti endogeni, inibisce l'infiammazione e la proliferazione batterica patogena e migliora la qualità della carne modulando il metabolismo lipidico. Nonostante la sua potente attività antiossidante, la biodisponibilità del CA naturale è limitata dal suo scarso assorbimento e dalla sua instabilità chimica.


La nanotecnologia offre una soluzione promettente a queste sfide migliorando la biodisponibilità, la stabilità e l'efficienza di somministrazione delle molecole bioattive. Le nanoparticelle (NP) fungono da vettori efficienti per i componenti bioattivi, consentendo un rilascio controllato e sito-specifico che migliora l'assorbimento e le risposte biologiche riducendo al minimo i requisiti di dosaggio complessivi. Le NP sono comunemente utilizzate per incapsulare sostanze lipofile, proteggendole così dalla degradazione e migliorandone la dispersibilità in acqua. Tra queste, le NP di chitosano hanno suscitato notevole interesse grazie alla loro notevole stabilità, sicurezza, biocompatibilità e capacità di migliorare la biodisponibilità dei bioattivi incapsulati.


Il chitosano, un biopolimero derivato dalla deacetilazione della chitina, unisce la biocompatibilità a eccellenti proprietà filmogene e mucoadesive, rendendolo ideale per il rilascio controllato di farmaci. La forma nanoparticellare consente un rilascio prolungato e mirato, proteggendo al contempo i principi bioattivi dallo stress ossidativo e migliorandone l'assorbimento a livello della mucosa intestinale.

L'incapsulamento della CA all'interno di nanoparticelle di chitosano (CA-CNP) rappresenta un approccio innovativo per migliorarne la solubilità in acqua, la stabilità fisico-chimica e l'efficacia biologica. Sebbene diversi studi abbiano dimostrato che la CA può migliorare le prestazioni di crescita, ridurre i tassi di diarrea e mortalità nei polli da carne e proteggere gli animali dai danni legati allo stress causati da temperature estreme, per quanto a nostra conoscenza, i suoi effetti nei conigli non sono ancora stati studiati. Il dosaggio ottimale rimane poco chiaro e richiede ulteriori studi. Pertanto, questo studio è stato progettato per determinare la dose ottimale di CA-CNP come nuovo intervento alimentare per migliorare le prestazioni di crescita, le risposte fisiologiche e la salute generale dei conigli appena svezzati esposti ad alte temperature ambientali durante l'estate.




Conclusioni e possibili sviluppi dello studio


L'integrazione alimentare con CA-CNP ha migliorato le prestazioni di crescita, l'efficienza alimentare e l'adattabilità fisiologica nei conigli in fase di crescita sottoposti a stress da calore. I CA-CNP hanno potenziato la difesa antiossidante, la funzione immunitaria e l'integrità degli organi, riducendo al contempo il danno ossidativo, le citochine infiammatorie e i marcatori di stress. I risultati istologici hanno confermato la protezione epatica e renale.

L'analisi di regressione quadratica ha indicato che il livello ottimale di inclusione nella dieta variava da 125 a 140 mg/kg di mangime. Nel complesso, i CA-CNP rappresentano una promettente strategia nano-nutrizionale per mitigare lo stress da calore e promuovere la salute e la produttività nei conigli in fase di crescita in condizioni climatiche calde.


Fonti: Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata "Optimal dietary dose of Carnosic acid–chitosan nanoparticles for improving growth performance and health status of newly weaned rabbits under severe heat stress", disponibile sull'Italian Journal of Animal Science:

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