Verso l'agricoltura digitale: esplorazione dell'integrazione tecnologica nelle pratiche agricole di un campione di allevamenti italiani
- Redazione ASPA
- 4 ore fa
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Il settore zootecnico ha subito trasformazioni significative guidate dall'evoluzione delle esigenze umane, dai cambiamenti nei consumi e dai progressi tecnologici. Tradizionalmente, l'allevamento del bestiame si basava su approcci soggettivi e meno quantificabili, ma olistici, al benessere e alla gestione degli animali. Tuttavia, il passaggio a processi moderni basati sui dati, caratterizzati da interconnettività ed efficienza, segna un cambiamento significativo.
Spesso definito come agricoltura digitale, questo cambiamento include concetti come agricoltura intelligente, agricoltura di precisione e Agricoltura 4.0, radicati nel discorso sulla sostenibilità e sostenuti dai progressi nella tecnologia dell'informazione. Questo cambiamento è guidato da preoccupazioni relative all'insicurezza alimentare, a fattori economici, ai cambiamenti climatici, alle dinamiche di mercato e alla sostenibilità.

Le tecnologie digitali migliorano le pratiche agricole consentendo diagnosi, percezione intelligente, processi decisionali e processi produttivi ottimizzati. Applicate lungo l'intera catena del valore, migliorano la gestione delle risorse, la promozione commerciale, l'efficienza operativa e lo scambio di conoscenze, promuovendo la sostenibilità, la resilienza e la competitività complessiva. Tuttavia, permangono delle difficoltà nell'adozione.
Finger osserva che le tecnologie con maggiori potenziali vantaggi sono meno redditizie e meno diffuse tra i piccoli agricoltori a causa dei loro elevati costi di investimento e dei rendimenti limitati. Le aziende agricole di grandi dimensioni e ad alta intensità di capitale tendono a beneficiare in modo sproporzionato di queste tecnologie, esacerbando le disuguaglianze esistenti.
Ulteriori sfide includono la proprietà dei dati e la distribuzione del potere all'interno della comunità agricola. Nonostante la crescente integrazione delle tecnologie digitali nell'agricoltura, l'allevamento rimane uno dei settori meno digitalizzati a livello globale. Nel frattempo, l'adozione è diversificata e limitata agli aspetti di base della gestione del bestiame.

Gli ostacoli all'adozione includono fattori sociali quali scarsa fiducia nelle nuove tecnologie, analfabetismo digitale e resistenza al cambiamento, nonché sfide tecnologiche quali limitazioni infrastrutturali e integrazione, compatibilità e interoperabilità dei sistemi. I fattori economici includono l'elevato costo della tecnologia, l'incertezza sul ritorno sull'investimento e modelli di business non allineati. Inoltre, la complessità degli agroecosistemi, aggravata dalle difficoltà di collaborazione tra le parti interessate, dal raggiungimento di accordi su obiettivi comuni e sulle pratiche agricole, rappresenta un ostacolo al successo della digitalizzazione.
Questi fattori combinati creano un ambiente complesso che limita l'adozione diffusa delle tecnologie digitali nell'allevamento del bestiame. Inoltre, lo sviluppo delle tecnologie digitali è dominato da un numero ristretto di potenti multinazionali, che danno priorità alle innovazioni digitali che sostengono il loro dominio sul mercato, con un potenziale disallineamento rispetto alle esigenze pratiche delle aziende agricole più piccole.
La ricerca relativa alla digitalizzazione nel settore zootecnico si è concentrata maggiormente su alcune specie di bestiame, in particolare i bovini, con minore attenzione ai piccoli ruminanti come ovini e caprini e ad altri animali come suini e bufali.
Questa disparità ha implicazioni per il benessere degli animali, portando a differenze specifiche per specie o tipo di bestiame. Pertanto, è fondamentale comprendere la portata dell'uso della tecnologia digitale nella produzione e nella gestione del bestiame. In Italia, il settore zootecnico è fondamentale non solo dal punto di vista economico, ma anche per il suo patrimonio culturale. Le razze locali, adattate attraverso l'allevamento selettivo, sostengono l'allevamento sostenibile e le comunità rurali.
Sfruttando la diversità delle razze e le tecnologie innovative, il settore può affrontare sfide come le emissioni di gas serra e la gestione delle risorse, contribuendo sia alla produttività che alla sostenibilità. L'obiettivo principale di questa ricerca è quello di esplorare il grado di digitalizzazione tra gli allevamenti italiani e identificare i fattori che influenzano l'adozione della tecnologia digitale. Questa ricerca contribuisce alla letteratura esistente in diversi modi.
In primo luogo, lo studio fornisce un'analisi completa di tutte le categorie di bestiame, compresi i piccoli ruminanti e le specie monogastriche, colmando così una lacuna critica nella ricerca sulla digitalizzazione nel settore zootecnico; secondo, sfruttando un set di dati su larga scala e rappresentativo a livello nazionale, offriamo prove empiriche solide sui fattori determinanti dell'adozione della tecnologia digitale, andando oltre la disponibilità comunemente riconosciuta di soluzioni digitali per valutare l'effettiva diffusione e utilizzo di queste tecnologie a livello di azienda agricola. In terzo luogo, questo studio introduce una nuova dimensione economica esaminando il ruolo dei canali di marketing e la loro influenza sugli investimenti digitali, mettendo in luce come diverse strategie di marketing possano facilitare o ostacolare l'adozione di innovazioni tecnologiche.

I risultati di questa ricerca forniscono preziose informazioni ai responsabili politici, ai fornitori di tecnologia e ai ricercatori che cercano di promuovere una trasformazione digitale più inclusiva ed efficace nell'allevamento del bestiame. In particolare, essa cerca di rispondere alle seguenti domande: Qual è l'attuale diffusione dell'uso della tecnologia digitale nella produzione e nella gestione del bestiame? Quali fattori influenzano l'adozione di queste tecnologie?
Conclusioni e possibili sviluppi dello studio
Questo studio evidenzia le differenze nell'adozione delle tecnologie digitali nell'allevamento del bestiame in Italia, con gli allevamenti di bovini da latte e bufale in testa per quanto riguarda l'impegno digitale, mentre gli allevamenti di bovini da carne, ovini, caprini e suini sono in ritardo. Questa disparità nell'adozione del digitale è determinata dalle differenze nella scala operativa e nella struttura economica, che insieme influiscono sul benessere degli animali di tutte le specie.
Fattori socioeconomici determinanti, quali la connettività a banda larga, la struttura proprietaria delle aziende agricole, l'istruzione e l'età, influenzano in modo significativo la tecnologia digitale. Gli agricoltori più giovani e quelli con un livello di istruzione più elevato sono generalmente più inclini all'adozione della tecnologia, il che suggerisce che l'alfabetizzazione digitale e la formazione potrebbero potenzialmente colmare il divario di adozione per altre fasce demografiche agricole. Inoltre, promuovere un approccio di co-progettazione partecipativa e bottom-up nello sviluppo di strumenti digitali può svolgere un ruolo cruciale nell'allineare la tecnologia alle esigenze e ai contesti specifici degli agricoltori.

Coinvolgere attivamente gli agricoltori nel processo di co-progettazione consente di personalizzare gli strumenti digitali per affrontare le sfide pratiche, le preoccupazioni relative all'usabilità e i requisiti operativi dal punto di vista degli utenti finali. Questo approccio non solo migliora la pertinenza, ma promuove anche un senso di appartenenza e responsabilizzazione tra gli agricoltori. Incorporando il feedback degli agricoltori nella progettazione degli strumenti digitali, i fornitori e gli sviluppatori di tecnologia possono garantire che queste innovazioni siano accessibili, adattabili e direttamente rispondenti alle esigenze di coloro che le implementeranno sul campo.
Le innovazioni digitali più adottate sono influenzate dalla posizione geografica, dal tipo di bestiame, dalla partecipazione alla formazione agricola, dalle dimensioni dell'allevamento, dall'appartenenza ad associazioni di produttori e dal coinvolgimento nella vendita o nei contributi agli organismi associativi. Al contrario, le innovazioni adottate in misura minore sono determinate dal coinvolgimento in altre attività generatrici di reddito, dai sussidi statali ricevuti, dalla disponibilità di manodopera e dal coinvolgimento nella commercializzazione diretta. Il miglioramento delle infrastrutture a banda larga rimane fondamentale per promuovere l'adozione diffusa del digitale, ed è essenziale rivolgersi agli agricoltori più giovani e con competenze digitali.
L'integrazione dell'alfabetizzazione digitale nei programmi di formazione agricola può garantire un coinvolgimento più ampio ed efficace. Il divario tra l'istruzione agricola tradizionale e le competenze necessarie per l'agricoltura digitale evidenzia la necessità di modernizzare i programmi di studio per allinearli alle esigenze in continua evoluzione del settore.
La politica agricola comune (PAC) offre l'opportunità di promuovere la trasformazione digitale fornendo finanziamenti mirati per le infrastrutture a banda larga nelle zone rurali e la formazione in materia di alfabetizzazione digitale. Le future riforme della PAC potrebbero concentrarsi sulla promozione delle tecnologie digitali che migliorano la sostenibilità e l'efficienza, con particolare attenzione alle piccole e medie aziende agricole. Affrontare le disparità di accesso è essenziale per garantire che i vantaggi dell'agricoltura digitale si estendano alle aziende agricole di tutte le dimensioni e tipologie. Questi vincoli economici relativi alla struttura del mercato rafforzano la necessità di politiche mirate che sostengano sia l'innovazione digitale sia le misure di stabilizzazione del reddito. Garantire agli agricoltori condizioni di mercato più prevedibili e l'accesso a contratti stabili può migliorare la loro capacità di investire nelle tecnologie digitali, favorendo una maggiore trasformazione digitale nel settore zootecnico.
Guardando al futuro, ulteriori ricerche dovrebbero esplorare gli effetti a lungo termine delle tecnologie digitali sulla produttività agricola, sui risultati economici e sulla sostenibilità. Inoltre, è importante esaminare gli ostacoli specifici che le piccole e medie aziende agricole devono affrontare nell'adozione degli strumenti digitali e valutare in che modo politiche come la PAC possono promuovere l'inclusione digitale in tutto il settore. Comprendere l'adattamento delle soluzioni digitali alle diverse dimensioni delle aziende agricole e alle diverse specie di bestiame è essenziale per promuovere l'allevamento di precisione e garantire che i progressi tecnologici vadano a beneficio dell'intero settore, non solo di pochi eletti.
Sono state inoltre rilevate implicazioni più ampie per il settore zootecnico, in particolare in aree sottorappresentate come la PLF per i piccoli ruminanti e i suini. Ridurre gli ostacoli all'adozione in queste aree è fondamentale per realizzare appieno il potenziale delle tecnologie digitali in tutti i tipi di allevamento. La collaborazione tra fornitori di tecnologia, organizzazioni agricole e decisori politici è essenziale per promuovere una trasformazione sostenibile ed equa nell'allevamento del bestiame, a vantaggio di una vasta gamma di tipi e dimensioni di aziende agricole.
In sintesi, questo studio fornisce preziose informazioni sullo stato attuale dell'adozione del digitale nell'allevamento italiano, ma presenta alcuni limiti, come le differenze regionali non considerate che possono influire sulla generalizzabilità dei risultati e del set di dati, che è stato raccolto fino al 2021, deve essere aggiornato per riflettere gli sviluppi più recenti, suggeriscono percorsi per la ricerca in corso.
Colmare il divario digitale nell'allevamento del bestiame richiederà strategie mirate e ben informate per realizzare una trasformazione digitale completa in tutto il settore, dotando gli agricoltori degli strumenti necessari per prosperare in un panorama agricolo sempre più digitale.
Fonti: Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata "Towards digital farming: exploring technological integration in agricultural practices of a sample of italian livestock farms", disponibile su BAE, Bio-based and Applied Economics:




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