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Valutazione socio-culturale dei servizi ecosistemici nella produzione animale: il case-study della valle alpina piemontese


I sistemi silvo-pastorali hanno una rilevanza primaria in termini, non solo di alimentazione, ma anche di conservazione e regolazione degli ecosistemi. Tuttavia, queste realtà si trovano a volte in competizione o in conflitto con il settore turistico, che tende a dominare a scapito di quello agricolo. Un recente studio ha analizzato le modalità di valutazione socio-culturale dei servizi ecosistemici, al fine di fornire degli strumenti utili allo sviluppo delle attività in zone marginali dedite a entrambe le attività. Di seguito l'approfondimento.


Da tempo esiste un'interconnessione tra il settore turistico e quello silvo-pastorale. Tuttavia, questa relazione porta spesso a conflitti, poiché il turismo tende a dominare, a volte a scapito del settore agricolo. Tali conflitti sono stati ben documentati in letteratura, così come nel contesto italiano. Negli ultimi anni, la regione alpina ha registrato un'impennata significativa del turismo a causa della pandemia COVID-19.

Sebbene il turismo apporti benefici economici a diverse attività alpine, è fondamentale non sottovalutare l'importanza dei sistemi pastorali e i benefici che essi apportano in termini di conservazione e regolazione degli ecosistemi nella regione alpina, comprese le aree marginali montane, nonché di conservazione di preziose tradizioni e patrimoni culturali.


Nel territorio montano, le attività agro-zootecniche utilizzano in modo efficiente le risorse naturali: in aree in cui l'agricoltura tradizionale per il consumo umano è impegnativa, l'allevamento di ruminanti converte in modo efficiente le risorse dei pascoli marginali in fonti alimentari altamente preziose e nutrienti. Inoltre, questi sistemi di allevamento tradizionali mostrano diverse esternalità specifiche per il territorio, contribuendo alla creazione e al mantenimento di habitat seminaturali. In questo contesto, il ruolo delle razze bovine locali, ben adattate al paesaggio alpino ed efficienti nell'utilizzo delle risorse locali, a differenza delle razze cosmopolite, è fondamentale.


Gli obiettivi di queste attività zootecniche vanno oltre la fornitura di cibo per il consumo umano; esse contribuiscono anche ad aspetti ecologici, ambientali, culturali e paesaggistici, in particolare nelle regioni montane.


Essenzialmente, queste utilità possono essere raggruppate nei “servizi ecosistemici” (ES) che, seguendo la definizione fornita dal progetto Millennium Ecosystem Assessment nel 2005, si riferiscono ai benefici diretti e indiretti che gli ecosistemi forniscono al benessere umano. È fondamentale sottolineare che questi benefici, in particolare nelle aree montane, sono forniti per il benessere umano senza differenze tra residenti e non residenti negli ecosistemi in cui i SE sono esternalizzati.


Il progetto The Economics of Ecosystems and Biodiversity classifica i servizi ecosistemici associati ai sistemi agro-zootecnici in quattro categorie:

  1. servizi di approvvigionamento, che comprendono la produzione animale, la sua diversità e qualità e le risorse genetiche animali;

  2. servizi di habitat e biodiversità, che comprendono il mantenimento dell'habitat per la biodiversità animale e vegetale e la conservazione delle razze locali;

  3. servizi di regolazione, che riguardano aspetti come le emissioni di gas serra, la qualità dell'acqua, la fertilizzazione del suolo, l'impollinazione, gli eventi estremi come frane e incendi e il controllo delle specie invasive;

  4. servizi culturali, che comprendono aspetti paesaggistici, culturali, ricreativi, estetici, spirituali e di ricerca scientifica.


Ogni tipo di sistema agro-zootecnico può fornire alcuni di questi servizi contemporaneamente; ciò si spiega con il concetto di multifunzionalità nel settore agricolo, che svolge altre funzioni oltre alla produzione di materie prime. La relazione tra l'attività produttiva e il territorio specifico può generare non solo beni e servizi privati, come la produzione di cibo di origine animale, ma anche benefici pubblici di cui tutti possono godere, tra cui servizi di regolazione, servizi per l'habitat e la biodiversità e servizi culturali specifici.

Tuttavia, la gestione del bestiame e il carico animale influenzano i servizi o i disservizi ecosistemici forniti dai diversi sistemi agricoli. Ad esempio, il coinvolgimento degli agricoltori nella corretta gestione dei pascoli montani può aumentare la biodiversità delle specie presenti.


Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno coinvolto aspetti socio-culturali, economici e anche combinati dei servizi ecosistemici dei sistemi di allevamento. Tale valutazione svolge un ruolo fondamentale nel processo decisionale per lo sviluppo e la gestione degli agroecosistemi. Tuttavia, l'attribuzione di valore dei SE è solitamente effettuata nella dimensione economico-monetaria, escludendo così altre dimensioni di valore derivanti, ad esempio, dal pensiero pubblico sull'importanza del settore agricolo per l'equilibrio degli ecosistemi e il cambiamento climatico globale.


Per quanto ne sappiamo, nella letteratura scientifica mancano ricerche recenti che si concentrino sulle opinioni degli escursionisti come strumento per valorizzare la relazione tra l'allevamento in alpeggio e le esternalità ES.

La novità di questa ricerca sta nell'esplorare come la percezione dei SE influenzi la fattibilità di iniziative per lo sviluppo economico e sociale della regione. Ciò contribuisce a migliorare il processo decisionale nella pianificazione e nella gestione delle aree montane, anche grazie al coinvolgimento diretto degli escursionisti nell'indagine, protagonisti attivi del turismo di montagna e più attenti all'ambiente e ai sistemi produttivi marginali.


Conclusioni e possibili sviluppi dello studio


I risultati di questa ricerca fanno luce su una prospettiva relativamente poco conosciuta dei servizi ecosistemici nelle valli alpine.

Nonostante il suo limitato riconoscimento, gli escursionisti mostrano un atteggiamento positivo nei confronti dell'impatto delle mandrie sui servizi ecosistemici (ES), esprimendo un forte interesse nello sfruttare i sistemi di mandrie per valorizzare ulteriormente il territorio. Inoltre, sono emerse opinioni diverse riguardo ai potenziali benefici delle mandrie e all'utilizzo di questi aspetti all'interno di varie strategie di sviluppo turistico.



Questa ricerca sottolinea l'importanza di indirizzare le strategie private e di attuare politiche pubbliche efficaci per promuovere lo sviluppo sociale ed economico nelle valli montane alpine. Le strategie private dovrebbero concentrarsi sulla promozione di pratiche turistiche sostenibili che sfruttino i potenziali benefici delle mandrie e il loro impatto positivo sull'ES. Le imprese locali, gli operatori turistici e i pastori possono collaborare per creare esperienze di turismo sostenibile incentrate sulle mandrie.

Le politiche pubbliche dovrebbero dare priorità alla conservazione e alla gestione sostenibile delle risorse naturali, promuovendo al contempo lo sviluppo socio-economico della regione. Pertanto, le politiche pubbliche dovrebbero concentrarsi sul sostegno finanziario e sugli incentivi alle imprese per l'adozione di pratiche sostenibili, sullo sviluppo di piani di gestione delle destinazioni che bilancino la conservazione con lo sviluppo sostenibile e, infine, sulla promozione della collaborazione tra gli stakeholder per una gestione pacifica e la coesistenza nelle aree protette.


In base alla corrispondenza ottenuta dai tre cluster di escursionisti e alle strategie di valorizzazione citate nel questionario, si suggerisce la pianificazione delle seguenti proposte da parte delle istituzioni pubbliche e degli allevatori della valle:

  • la creazione di itinerari che permettano di raggiungere gli alpeggi per vedere il bestiame;

  • il ritorno alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti caseari tipici dell'area;

  • la creazione di iniziative turistiche e culturali legate alla pratica della transumanza.


In conclusione, i diversi gradi di sensibilità osservati tra i cluster derivano probabilmente da influenze personali non ancora scoperte. Sebbene non sia stato esplorato direttamente nel questionario, è plausibile che le conoscenze ecologiche locali giochino un ruolo nella formazione di queste percezioni. Quest'ultimo elemento, insieme alla limitata area di esplorazione della ricerca, rappresenta i principali limiti della ricerca.


 

Fonti:

Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata "Enhancing the socio-cultural valuation of ecosystem services in Mountain animal production: a case study from piedmont’s alpine valley (North-west Italy)" presente sull'Italian Journal of Animal Sciences e consultabile in versione integrale al seguente link:

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