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Gestione del periodo di asciutta nelle capre da latte: quali benefici?


La gestione efficace dei periodi di riproduzione, allattamento e asciutta dei ruminanti è tra i principali obiettivi degli studi zootecnici di questo settore. Queste fasi sono intrinsecamente legate al benessere animale e, di conseguenza, possono essere anche fattori di stress per gli stessi. Un recente studio si è posto l'obiettivo di analizzare l'andamento peripartum in due razze differenti di capre da latte, ed evidenziare come l'esclusione del periodo di asciutta potesse influenzare la loro salute. Vediamolo insieme.


Un periodo di asciutta di due mesi rappresenta la durata classica della fase di non allattamento in tutte le specie di ruminanti. Diversi lavori hanno valutato un periodo di asciutta più breve come potenziale strategia per aumentare la produzione di latte nei ruminanti e migliorare il bilancio energetico intorno al parto. I risultati ottenuti nelle vacche da latte hanno documentato in modo coerente che le maggiori produzioni di latte ottenute con l'aumento della durata della lattazione, attraverso l'abbreviazione della fase di asciutta (ad esempio, <30 giorni) sono state controbilanciate da una minore produzione di latte nella lattazione successiva, con una riduzione compresa tra il 20 e il 25% quando il periodo di asciutta viene completamente omesso.


Ciò è dovuto alla compromissione del processo di rinnovamento mammario quando la fase di asciutta è ridotta. In alternativa, la ghiandola mammaria delle capre da latte subisce un processo di rinnovamento continuo che si svolge durante tutta la lattazione. Questa condizione fisiologica consente di evitare il periodo di asciutta senza compromettere il ricambio della ghiandola mammaria o la produzione di latte nella lattazione successiva.


Gli ultimi due mesi di gravidanza rappresentano la fase più impegnativa del ciclo di lattazione per le capre da latte, poiché oltre l'80% del peso dei capretti viene acquisito in questa fase. Le forti fluttuazioni influenzano l'andamento degli ormoni steroidei e il fabbisogno proteico ed energetico della fattrice aumenta drasticamente, ma l'assunzione di cibo è fortemente limitata dal volume dell'utero gravidico. Il risultato è un bilancio energetico negativo, che induce una grande mobilitazione delle riserve corporee e spinge le capre da latte gravide al limite dello squilibrio fisiologico.


Il numero di capretti portati in grembo ha un ruolo fondamentale nell'influenzare l'adattamento alla fase peripartum, in quanto le gravidanze multiple sono accompagnate da cambiamenti metabolici più profondi e da fluttuazioni ormonali più gravi per la capra. Il fallimento dell'adattamento metabolico alla gravidanza tardiva potrebbe portare a una condizione patologica, che comporta un rilascio anomalo di corpi chetonici, infiammazione sistemica, risposta di fase acuta e compromissione della funzione epatica.


Questa condizione è nota come "tossiemia gravidica" ed è stata descritta come la principale causa di abbattimento involontario nei piccoli ruminanti. In questo scenario, l'asciutta delle capre ad alto rendimento rappresenta una sfida a causa della loro grande persistenza produttiva, costringendo gli allevatori ad affidarsi a severi piani di restrizione alimentare per ottenere un periodo di asciutta "classico" di due mesi. Per le capre più produttive, l'eccezionale persistenza del latte alla fine della lattazione potrebbe richiedere un periodo di restrizione alimentare più lungo, con conseguente riduzione della fase di asciutta rispetto a quella degli altri animali del gregge.


L'abbreviazione del periodo di asciutta, limitando l'apporto di nutrienti, potrebbe mettere a dura prova il metabolismo della fattrice e la sopravvivenza dei capretti, accumulando un deficit energetico prepartum e inducendo un fallimento dei meccanismi di controllo omeoretico, soprattutto nelle capre con più figli. Tuttavia, il mancato periodo di asciutta non è mai stato considerato come una strategia per consentire un adattamento metabolico più fluido alle fasi di gestazione tardiva e di parto. Nelle vacche da latte, le alterazioni che influenzano l'andamento degli analiti plasmatici sono state ampiamente utilizzate per monitorare l'adattamento metabolico ai cambiamenti peripartum, ma si sa molto poco sull'andamento fisiologico dei marcatori plasmatici nelle capre da latte gravide.


Sulla base di queste premesse, il presente esperimento si proponeva di:

1) esplorare l'andamento peripartum degli analiti plasmatici nelle capre da latte Saanen e Alpine che portavano in grembo uno o due capretti;

2) valutare l'efficacia dell'esclusione del periodo di asciutta per migliorare l'adattamento metabolico delle capre alle fasi di fine gestazione, capretto e inizio lattazione.


La nostra ipotesi era che l'esclusione del periodo di asciutta potesse migliorare l'adattamento metabolico delle capre da latte alla fase peripartum, soprattutto quando vengono portati in grembo più capretti.


Conclusioni e prospettive future

I risultati ottenuti in questo studio confermano che il trasporto di più capretti è un fattore di stress per le capre da latte, che aumenta la mobilitazione del grasso corporeo e induce una risposta di fase acuta. Inoltre, le diverse tendenze rilevate nel metabolismo energetico, proteico e minerale e nei biomarcatori dell'infiammazione suggeriscono che le capre SA e AL hanno un diverso adattamento a questa fase impegnativa.


L'esclusione del periodo di asciutta ha migliorato l'adattamento delle capre alla fase peripartum, attenuando la risposta alla fase acuta e migliorando il bilancio energetico all'inizio della lattazione, indipendentemente dalla razza e dal numero di capretti allevati. Sulla base di questi risultati, escludere il periodo di asciutta applicando pratiche alimentari e gestionali adeguate potrebbe essere considerata una strategia efficace per migliorare l'adattamento delle capre da latte alla fase peripartum.



Tuttavia, questo studio deve essere considerato come uno studio pilota e apre nuove questioni che richiedono ulteriori indagini. La composizione del latte e del colostro dovrebbe essere studiata a fondo e gli effetti a lungo termine sul benessere e sulle prestazioni degli animali dovrebbero essere valutati attentamente prima di considerare l'omissione ripetuta del periodo di asciutta come una pratica di gestione raccomandata negli allevamenti di capre da latte.


 

Fonti:

Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata "Effects of dry-off or continuous lactation in Alpine and Saanen dairy goats carrying single or double kids on peripartum metabolic profile, performances, and milk composition" presente sull'Italian Journal of Animal Sciences e consultabile in versione integrale al seguente link:


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