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Caratterizzazione fenotipica e genomica del Cane da caccia maltese


La storia venatoria di Malta custodisce un patrimonio unico, in cui i cani da caccia hanno avuto un ruolo centrale per secoli. Tra questi, il Kelb tal-Kaċċa ta’ Malta rappresenta una stirpe antica e poco conosciuta, legata alle pratiche rurali dell’isola e distinta dal più noto Pharaoh Hound. Nonostante il suo valore culturale e funzionale, questa popolazione non ha ancora ottenuto un riconoscimento ufficiale, e la sua identità genetica rimane in gran parte da esplorare. Di seguito l'approfondimento.


La caccia ha svolto per secoli un ruolo fondamentale nelle tradizioni culturali e rurali di Malta, con i cani da caccia che ne costituivano una componente essenziale. I documenti storici indicano che la caccia con i cani era già ben consolidata nelle isole maltesi nel XVI secolo, con misure legislative che regolavano l'attività sotto il dominio dell'Ordine di San Giovanni. A quel tempo, la caccia consisteva principalmente nella cattura con trappole e nel tiro con l'arco. Per soddisfare le attività ricreative dei cavalieri, gli animali venivano spesso importati dall'estero e liberati in natura, trasformando la caccia in uno sport praticato dalla nobiltà.

Al contrario, per la gente comune la caccia rimaneva un'attività pratica, una fonte vitale di proteine gratuite. In particolare, un decreto del Gran Maestro Ximenes del 1773 faceva riferimento all'uso del termine “cane di tipo braque” per la caccia al coniglio (https://www.huntinginmalta.org.mt//maltese-hunting-dog). L'uso di questo termine, piuttosto che Cernechi, storicamente associato al Kelb tal-Fenek, noto anche a livello internazionale come Pharaoh Hound (PHAR), suggerisce la coesistenza di almeno due razze da caccia distinte a Malta all'epoca, probabilmente più strettamente imparentate con i cani da ferma continentali che con i levrieri mediterranei.


Questa stirpe canina sembra essere stata tramandata da quella che oggi viene chiamata Kelb tal-Kaċċa ta’ Malta (cane da caccia maltese, KTKM). Questa popolazione canina condivide tratti fenotipici simili con altri cani europei di tipo bracco, essendo di taglia media con grandi orecchie pendenti e labbra spesse e pendenti e avendo pelo corto e mantello arancione e bianco (Figura 1(B/C)).



Apprezzato per la sua versatilità nelle tradizionali pratiche di caccia maltesi, questo cane è utilizzato principalmente per stanare e recuperare piccole specie di uccelli migratori come quaglie e tortore. Nonostante la sua importanza storica (Figura 1(A)), la popolazione non ha ancora ottenuto il riconoscimento ufficiale come razza da parte della Fédération Cynologique Internationale (FCI) né a livello nazionale maltese. Tuttavia, organizzazioni cinofile locali, come la “FKNK: Federation for Hunting & Conservation Malta” fondata il 17 settembre 1973 (https://www.huntinginmalta.org.mt/), hanno iniziato nel corso degli anni a documentare e monitorare la popolazione di KTKM.


Nel 2012, la FKNK ha istituito il Maltese Hunting Dog Owners' Club (Club dei proprietari di cani da caccia maltesi) e nel 2015, 20 cani KTKM sono stati studiati da Galea e dai suoi collaboratori, suggerendo una potenziale unicità di questa razza. Successivamente, nel 2016, la FKNK insieme alla Federazione Nazionale Cinofila Maltese (MNCF) ha istituito un registro volontario in cui gli allevatori possono registrare informazioni personali e genealogiche sui propri cani. Tuttavia, ad oggi, la struttura della popolazione e l'identità genetica del KTKM rimangono ancora in gran parte non caratterizzate.



Alla luce della sua importanza storica e culturale, il presente studio mira a determinare se questa popolazione possa essere considerata una razza canina distinta attraverso la caratterizzazione fenotipica e la valutazione della sua diversità genetica e della struttura della popolazione. Tale designazione giustificherebbe l'adozione di misure di conservazione volte a salvaguardare l'integrità genetica del KTKM e a garantirne la sopravvivenza a lungo termine attraverso l'attuazione di strategie di allevamento specificamente studiate.


Conclusioni e possibili sviluppi dello studio


Il presente studio traccia la prima descrizione morfologica e genomica del cane KTKM, fornendo prove scientifiche a sostegno del suo riconoscimento come razza. Infatti, questa popolazione appare genomicamente e fenotipicamente omogenea e genomicamente ben distinguibile dalle altre razze canine. In linea con il suo scopo durante le attività di caccia, sembra geneticamente più vicina ai cani di tipo pointer, con contributi misurabili ma subordinati dai lignaggi di tipo spaniel e PHAR.


Il KTKM presenta un background genomico distinto e uniforme, che riflette la sua chiara identità di razza, pur mantenendo un moderato grado di variabilità genetica, paragonabile o superiore a quello di altre razze riconosciute. Nel loro insieme, questi risultati forniscono prove solide a sostegno del riconoscimento ufficiale del KTKM come razza distinta.


Per garantirne la conservazione a lungo termine, sarà inoltre essenziale istituire programmi di monitoraggio genetico e attuare strategie di accoppiamento attentamente studiate volte a prevenire l'aumento dell'omozigosi e la perdita di aplotipi rari, preservando al contempo le caratteristiche morfologiche tipiche e il ruolo funzionale della razza. Queste azioni promuoveranno la gestione sostenibile e la salute genetica della popolazione, garantendone la conservazione come risorsa genetica locale unica.


Fonti: Il presente articolo è un estratto della pubblicazione intitolata "Phenotypic and genomic characterization of the Maltese hunting dog (Kelb tal-Kaċċa ta' Malta)", disponibile sull'Italian Journal of Animal Science al seguente link:

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